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                               Cultura grafologica
Introduzione

La scrittura appare, nella storia del mondo, in un'epoca relativamente recente.

Si consideri che la data di nascita dell'universo, da noi conosciuto, è stimata dagli esperti attorno a 14 miliardi di anni fa, l'apparizione dei primi uomini approssimativamente all'incirca un milione di anni fa e che la comparsa della scrittura risale solo a qualche migliaio d'anni a.c.. Nella preistoria si riscontrano assenze di tracce documentali scritte e siamo in presenza di vuoti conoscitivi per periodi di milioni di anni.

Le tracce più antiche di graffiti rinvenute in alcune grotte in Australia, risalgono a circa 60.000 anni fa ed in Italia esistono reperti di disegni di 10.000 anni fa nelle Isole Egadi.

Gli Egiziani hanno tramandato preziosi geroglifici e papiri, antichi di alcuni migliaia di anni.

Al Louvre di Parigi, una statuetta di terracotta dimostra l'uso della scrittura (Scriba di Tebe, 525-475 a.c.).
E' una delle testimonianze delle prime attività di scrittura prima dell'avvento dell'informatica (Museo informatico virtuale).
Statuetta che raffigura uno scrittore del 500 a.c.

Al British Museum di Londra, la stele di Rosetta del 196 a.c. mostra testi di un decreto sacerdotale con geroglifici, in linguaggio demotico e greco.

Da quei tempi gli innumerevoli eventi legati alla scrittura "manuale" hanno scritto la storia, seguendo le evoluzioni dei supporti di scrittura e memorizzazione.

La grafologia, intesa come tecnica che ha finalità di dedurre alcune caratteristiche psicologiche di una persona attraverso l'analisi della sua grafia, si afferma verso il 1800 ed è stata approfondita da varie scuole di pensiero.

Successivamente l'avvento delle macchine da scrivere prima, e del computer ai giorni nostri, ha ridotto la scrittura a mano eseguita con carta e penna: essa rimane però un segno incancellabile e insostituibile di memoria, espressione e comunicazione umana.

In questi ultimi anni l'applicazione della tecnica grafologica sta suscitando molto interesse, sembrando ciò quasi paradossale nell'era informatica dell'uso dei word-processor, degli sms, delle e-mail, delle firme digitali che stanno cambiando, specie nei giovani, il modo di scrivere.

Gragologia      

La grafologia si sta proponendo come una scienza che affianca la psicologia, l’ambito educativo e l’indagine peritale. La scrittura infatti parla di noi, ci racconta come siamo, che aspirazioni abbiamo e come vogliamo affrontare il mondo.

E’ stata riconosciuta utile nell’indagine sulla personalità, nella scuola come supporto ai bambini in difficoltà, nell’ambito giudiziario per valutare l’autenticità o meno di un documento, ma anche solo semplicemente per conoscere meglio se stessi, per sapere quali sono i punti deboli ma specialmente quali sono i punti di forza della nostra personalità.

Questa consapevolezza ci può aiutare a capire anche verso quale professione siamo più portati, come sfruttare al meglio le nostre capacità, come affrontare il mondo esterno. Attenzione però! Stiamo parlando di grafologia e non di grafomanzia, attraverso la scrittura non possiamo prevedere o ipotizzare come sarà la nostra vita nel futuro, possiamo solo prepararci ad affrontare il nostro futuro con tranquillità e sicurezza.

La neurologia e la fisiologia hanno dimostrato come la scrittura è una funzione cerebrale e corticale che richiede l’intervento del sistema piramidale ed extrapiramidale del nevrasse (sistema nervoso centrale), quindi la prestazione grafica essendo il frutto di una funzione cerebrale traccia un "encefalogramma della personalità". Le emozioni, l’età, le malattie, i disagi, lasciano una traccia sul foglio scritto ed è proprio partendo da questa osservazione che possiamo avere un panorama chiaro della situazione psico-fisica di un individuo.

              

®  © Copyright 2011 Gruppo consulenti Grafologi - Aggiornamento 21 aprile 2011